DANNATISSIMO DANTE

DANNATISSIMO DANTE

Una lezione spettacolo per tradurre l’Inferno

 ‘Alle parole come alle note è necessario dare corpo e voce, respiro e sguardo, immediatezza e presenza: l'orecchio è la sede del sublime.’ Rita Valentino Merletti, in Perlaparola, bambini e ragazzi nelle stanze della poesia, Chiara Carminati, ed. Equilibri

Due attori al cospetto del Sommo Poeta, e della sua “Divina Commedia”. Il confronto con un linguaggio che non è quello attuale, e con una opera gigantesca, colossale, mastodontica e famosissima che tutti conoscono ma, in fondo, pochi hanno letto e ascoltato. Da dove si può incominciare? Dal suono dei versi e delle anime? Dalla struttura? Dai motivi che hanno spinto Dante a scriverla? Dalla sua narrazione? E con quale audacia leggeranno i versi per evocarne l’immaginario? Alessia e Alfonso danno vita ad un’ora di infusione totale nell’Inferno dantesco per avvicinare chi sa di non conoscerlo e riaccendere la memoria di chi ne ha sbiaditi ricordi. Lettura e narrazione si alternano per meglio tradurre suoni ed atmosfere, e dare corpo, voce, immediatezza e presenza all’Inferno, soddisfacendo orecchio e animo. E per scoprire insieme se Dante sia ancora figlio del nostro tempo ed eternamente attuale.

La musica

Il valore aggiunto della musica dal vivo ha funzione evocativa e drammaturgica: la musica e il musicista diventano co-protagonisti del lavoro di traduzione. La domanda ‘Che musica è adatta a rappresentare una atmosfera infernale?’ accompagna alcuni momenti dell’interazione con il pubblico e diventa occasione per approfondire la relazione tra il suono e ritmo della parola e della musica.

Da 12 anni

La lezione spettacolo cambia modi e temi in base all’età del pubblico e dei contesti. 

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